Una battaglia condotta in una realtà cruda ma allo stesso tempo altamente volubile tra
delicate situazioni geopolitiche ed inadeguatezze burocratiche, elementi arginati da una
incontrastabile volontà morale dell’Alto Dirigente Nicola Calipari, che pur di portare a termine
il suo compito si spinge fino al nobile sacrificio della sua vita.
Un turbinio di emozioni avvolge lo spettatore, il quale resta attaccato allo schermo incapace
di distogliere lo sguardo, emozioni penetranti che saziano l’animo, che fanno fibrillare il
cuore e che avvolgono i pensieri, il tutto grazie ad un costrutto cinematografico
sapientemente attuato da Alessandro Tonda e che accompagna l’intero racconto degli
eventi, dove si intrecciano perfettamente dinamismo d’azione e staticità emotiva.
Il Nibbio è un film basato su fatti realmente accaduti, nel quale vengono sintetizzati i
devastanti ventotto giorni di segregazione trascorsi da Giuliana Sgrena, giornalista de “Il
Manifesto”, rapita in Iraq da una compagine terroristica in quanto reputata una spia e la
successiva liberazione da parte dell’Alto Dirigente del SISMI Nicola Calipari, che rimase
ucciso ad un posto di blocco statunitense dai colpi di una mitragliatrice mentre riportava la
giornalista presso l’aeroporto di Baghdad il 4 Febbraio del 2005.
La brillante narrazione, la sceneggiatura lineare e concisa non vanno a concentrarsi sul
semplice svolgimento dei fatti, ma vanno ad esaltare l’importante figura rivestita da Nicola
Calipari, una colonna portante ed un inamovibile punto di riferimento nel proprio lavoro ma
anche un amorevole ed umano padre di famiglia, eludendo ogni coinvolgimento nel
commentare o esprimere giudizi riguardo il contesto geopolitico ed evitando di parlare di
ideologie politiche, restando fedele all’oggettività degli eventi.
Nicola Calipari, magistralmente interpretato da Claudio Santamaria, è un emblema ed un
esempio di valori etici, un uomo fortemente attaccato ai suoi doveri istituzionali che veste
con orgoglio il tricolore e difende, conscio della crucialità del proprio ruolo, con coraggio la
verità, la giustizia, la pace.
Il Nibbio non è un semplice racconto di cronaca, ma risulta essere una valida testimonianza
di principi morali ed un tripudio valoriale di assoluto spessore, che lascia per la società
odierna, pervasa da sentimenti fugaci, ideologie poco consistenti e dove l’apparire annienta
l’essere, dei necessari punti di riflessione su ciò che realmente conta.
É opportuno citare un concetto fondamentale trattato da un filosofo del ‘900 Han Jonas, il
“Principio di Responsabilità”, un principio che dovrebbe essere il timone delle nostre scelte,
dei nostri comportamenti, delle nostre ideologie, ma che nell’ epoca dei giorni d’oggi é
oscurato da paure, insicurezze, preoccupazioni provocate da un divenire incontrollato della
società a causa di un dinamismo capitalistico spasmodico che spinge gli individui all’attesa,
alla non accettazione dei rischi, al non essere protagonisti del proprio destino,
all’isolazionismo.
Nicola Calipari al contrario fa del “Principio di Responsabilità” la propria forza, il proprio
credo, lui agisce consapevolmente trovando il coraggio di assumersi dei rischi, non per
pubblicità, non per immagine, non per apparire, ma perché è giusto farlo, perché è un
dovere sentito, vivendo la vita da protagonista e lasciando un segno tangibile della propria
esistenza da vero eroe civilmente riconosciuto.
